In breve ⚡
Che cos’è la Mune della Katana?
- Parte posteriore non tagliente della spada giapponese.
- Etimologicamente, “mune” significa “cresta”.
- I diversi tipi (Iori, Maru, Mitsu) influenzano la rigidità e la flessibilità della lama.
- Assorbe gli urti e distribuisce le forze per evitare la distorsione della lama.
- Influenza il peso, il bilanciamento e la maneggevolezza della katana.
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Il Mune designa la parte posteriore della katana, nota anche come “spuntone”, cioè la parte posteriore della lama opposta al tagliente (ha). A differenza della parte tagliente, il mune non è destinato ad affettare, ma piuttosto a garantire l’equilibrio strutturale dell’arma. Il design del Mune è essenziale per fornire un’adeguata flessibilità e un peso ottimale, rendendo la katana robusta e facile da maneggiare. Il mune è tradizionalmente leggermente curvo, rafforzando la famosa curvatura della katana che le conferisce un’estetica e una dinamica impareggiabili.
Etimologia
L’etimologia della parola “Mune” (棟) in giapponese risale a concetti legati alla struttura e all’architettura. Il carattere kanji 棟 si traduce come “cresta” o “colmo” e originariamente si riferiva alla parte superiore di una struttura, in particolare al colmo di un tetto. In ambito marziale, questo termine è stato adottato per indicare la parte non tagliente della katana, la parte posteriore della lama che funge da “spina dorsale” della lama, fornendo stabilità ed equilibrio.
Pertanto, la parola Mune, nel suo contesto originale di katana, si riferisce a una nozione di sostegno e struttura fondamentale.
Diversi tipi di mune
Esistono diversi tipi di mune, ognuno dei quali influenza il maneggio della katana. Le esigenze del combattente spesso determinano queste variazioni, la tradizione della scuola di forgiatura, l’epoca e l’uso specifico della spada.
- Iori Mune (mune a forma di tetto) o gyou no mune: è il tipo di mune più comune. Presenta una forma a V rovesciata con un’erma di altezza variabile, che ricorda un tetto tradizionale giapponese. Questa struttura aggiunge rigidità alla lama, pur consentendo un certo grado di flessibilità.
- Maru Mune (Mune arrotondato): Questa versione ha una forma arrotondata. Conferisce alla lama una maggiore resistenza agli urti, ma riduce leggermente l’efficacia di taglio a causa di un leggero aumento di peso.
- Hira Mune (Mune piatto): L’hira mune è utilizzata principalmente su lame leggere progettate per tagli veloci. Migliora l’aerodinamica e l’agilità della lama.
- Kaku-mune, o mune quadrato: conferisce alla lama un aspetto forte e potente.
- Mitsu-mune (vera Mune) o shinomune, ha una struttura triangolare o trapezoidale con tre creste distinte, che conferiscono alla lama una maggiore rigidità. Questo tipo di Mune si trova spesso sulle spade antiche e tradizionali e offre alla lama un sostegno supplementare per tagli precisi. Apparve durante il periodo Heian (794-1185) e divenne un elemento centrale nella produzione di spade, in particolare negli stili Yamashiro-den e Soshu-den. Questo tipo di dorso della lama è rimasto nel tempo, in particolare nei periodi Koto e Shintō, e si trova spesso su katane e tantō di alta qualità di queste tradizioni.

Funzione del Mune
Il Mune è molto più di una semplice parte della lama. La sua forma contribuisce all’equilibrio della katana, regolando la distribuzione del peso e della massa. Un mune più spesso può rendere la spada più rigida, mentre un mune più sottile consente una maggiore flessibilità. Assorbendo gli urti e le vibrazioni durante l’uso, protegge la lama da deformazioni o rotture, facilitando al contempo il movimento fluido durante i colpi di taglio.
Oltre al suo ruolo strutturale, il mune può influire sul punto di equilibrio della katana, influenzando la maneggevolezza e la precisione del taglio. In questo modo, il mune svolge un ruolo essenziale nel dinamismo e nel controllo dell’arma.
L’importanza strutturale del mune della spada Katana
Il mune svolge un ruolo cruciale nella distribuzione delle forze esercitate sulla katana durante l’uso. Quando la spada impatta contro una superficie, la forza non si concentra solo sul tagliente, ma si propaga attraverso la lama fino al mune. Questo trasferimento di energia consente alla katana di ridurre il rischio di rottura e di offrire un taglio più preciso. Senza un mune ben bilanciato, la lama potrebbe deformarsi o rompersi sotto la pressione ripetuta dei colpi.
Il mune aiuta anche a regolare il peso complessivo della spada. Un mune più spesso rende la katana più pesante, il che può essere vantaggioso per un combattente che vuole sferrare colpi potenti. Al contrario, una mune più sottile rende l’arma più leggera, favorendo la velocità e la fluidità dei movimenti.
Estetica
Sebbene il Mune sia principalmente funzionale, svolge anche un ruolo estetico nell’aspetto generale della katana. Il suo design contribuisce all’armonia visiva dell’arma. La dolce curvatura del mune si combina con la curvatura della lama per creare un insieme coerente ed equilibrato. Alcune mune sono talvolta decorate o lucidate come parte del processo di finitura noto come suriage, per esaltare la bellezza della spada.
Simbolismo
Nella cultura giapponese, il Mune è spesso paragonato alla spina dorsale della katana, che simboleggia la forza e la resistenza del suo possessore. Questo parallelo tra la spada e l’anima dello spadaccino è molto presente nei rituali e nelle cerimonie di forgiatura. Alcune scuole di spada considerano il mune un riflesso del carattere e della disciplina del guerriero, che rappresenta la padronanza di sé e la forza interiore.
I maestri fabbri talvolta adornavano il Mune con incisioni o iscrizioni, come il loro nome o simboli spirituali, rendendo ogni spada unica e portatrice di un significato personale.
Tecnica Mune-Uchi
Il termine Mune-Uchi si riferisce alla tecnica di colpire un avversario con la Mune invece che con il lato tagliente della lama. Anche se raramente utilizzata nella pratica, questa tecnica permetteva di neutralizzare un avversario senza ucciderlo, illustrando la maestria e il rispetto per la vita insiti nella via della spada.
In realtà, però, l’uso del Mune-uchi era rischioso. Invertire la katana altera il centro di gravità, rendendo più difficile la manipolazione. Inoltre, colpire con la mune poteva causare gravi lesioni, persino la morte, se si applicava una forza eccessiva. Sebbene sia spesso rappresentata nei drammi storici e nelle opere di fantasia, questa tecnica è raramente menzionata negli scritti tradizionali dei samurai.
Il Mune nel processo di forgiatura
La lavorazione della mune richiede un alto livello di maestria. Il maestro di spada, chiamato tōshō, deve scegliere con cura lo spessore e la forma della mune in base alle caratteristiche desiderate della lama. Questo processo è spesso caratterizzato da un equilibrio tra resilienza e flessibilità, due qualità essenziali per una katana ad alte prestazioni. Uno spessore eccessivo può rendere la lama rigida e poco maneggevole, mentre un mune troppo sottile può compromettere la resistenza dell’arma.
Spessore della Mune e Shinogi
Lo spessore del mune (la parte posteriore non tagliente della katana) gioca un ruolo fondamentale nella resistenza e nell’estetica della lama. Quando una katana viene esaminata verticalmente, lo spessore del mune è chiamato Mune-zukuri.
Un altro aspetto fondamentale della struttura di una katana è lo Shinogi, la linea di demarcazione tra la parte piatta della lama (lo Shinogi-ji) e la parte inclinata (il ji). Queste creste, chiamate Shinogi, aiutano a perfezionare la lama per migliorarne l’affilatura e ridurre l’impatto quando viene colpita. Come il mune, anche lo Shinogi influenza la flessibilità e la forza della lama. Una lama con uno Shinogi più alto avrà una sezione trasversale più sottile, che migliora la capacità di taglio ma rende la lama più fragile. Un’altra misura importante è lo Shinogi-suji, che corrisponde alla larghezza o allo spessore della lama tra gli Shinogi. Un Bo-hi può anche essere scavato tra il Mune e lo Shinogi per alleggerire la lama.

Le Katane Yamatoden, ad esempio, hanno uno Shinogi-suji molto più spesso della parte superiore della Mune. Lo stesso vale per le lame “Shobu-zukuri”, “Kanmuri-otoshi zukuri” e “Unokubi-zukuri”. Lo scopo è quello di facilitare il passaggio della lama durante il taglio, alleggerire e rafforzare la resistenza e la resilienza del materiale.
Per verificare lo spessore della mune, è sufficiente tenere la katana in posizione verticale e osservare come le creste sporgono da ciascun lato della mune. Lo spessore della mune può variare a seconda del punto in cui viene misurato: alla base è generalmente di circa 7 mm, mentre in punta è più sottile, circa 5 mm.
La larghezza della lama (dalla base alla punta) e lo spessore della muna si evolvono con il tempo e le diverse epoche di fabbricazione. Ad esempio, durante i periodi Kamakura e Nanbokucho, la larghezza della lama divenne più uniforme dalla base alla punta.
Infine, l’equilibrio tra l’altezza dello Shinogi, la larghezza del corpo e lo spessore della mune influenza sia l’aspetto visivo che la sensazione della katana quando viene impugnata. L’interazione tra l’altezza dello Shinogi, la forma della Mune e lo spessore della lama influisce sia sull’estetica complessiva che sulle prestazioni della katana.
